Recensione “Fai spazio nella tua vita” di Fumio Sasaki

Ho letto questo manualetto, dall’ambizioso sottotitolo Come trovare la felicità con l’arte dell’essenziale, perché mi é stato consigliato. Potete ordinarlo qui.

L’autore parte dal presupposto che i tantissimi oggetti di cui probabilmente quasi tutti ci circondiamo, dagli abiti vecchi o in cui non entriamo più alle scarpe fuori moda, dai libri che non rileggeremo mai ai dischi che non ascoltiamo da anni all’arredamento non indispensabile e ai soprammobili che prendono solo polvere, passando per documenti ormai inutili e fotografie che non riguardiamo mai, attrezzi che non siamo nemmeno in grado di usare e tecnologia ormai obsoleta, rimangono nelle nostre case facendole quasi straripare solo perché ci sono costati soldi, tempo e fatica quindi non ci pensiamo proprio a disfarcene: accumulando oggetti questi ci causano ansia e preoccupazione legati al loro possesso, come ad esempio la paura che ci vengano rubati, e ci distraggono da quello che dovrebbe essere il nostro obiettivo primario, cioè essere felici. Non accumulare soldi, non accumulare cose, non avere una casa grande: semplicemente, essere felici. Fare spazio in casa significa farlo anche nella nostra mente e di conseguenza essere liberi di muoverci verso la parte più autentica di noi stessi. Sasaki vive da anni in un mini appartamento a Tokio con pochissimi oggetti e ha messo a punto un sistema pratico perché il lettore possa fare lo stesso. Parlo naturalmente di fare spazio nelle proprie case, non di trasferirsi in Giappone in venti metri quadrati! Non viene suggerito di diventare eremiti o disfarsi di tutto, ma ad esempio di utilizzare lo smartphone al posto di un gran numero di oggetti quali calendario e torcia elettrica per fare i due esempi più ovvi, ma allo stesso tempo di non comprare un altro smartphone finché quello che abbiamo funziona. L’autore ad esempio non si é liberato di foto e documenti, ma li ha scannerizzati per poi disfarsi del cartaceo che occupava tantissimo spazio: stesso discorso per l’ereader che ha sostituito i libri cartacei. Troviamo quindi una serie di consigli che si possono mettere in pratica senza bisogno di cambiare alla radice il nostro modo di pensare e una serie di esempi che nonostante di primo acchito sembrino stupidi hanno in realtà un secondo livello di lettura su cui riflettere. I 55 consigli pratici per disfarsi delle cose sono davvero semplici da applicare… basta partire, senza aspettare il momento perfetto che non arriva mai, come per tutte le cose, ed é prima di tutto un lavoro mentale quello che deve fare il lettore: l’atto fisico di buttare via gli oggetti superflui prende in realtà poco tempo, anche perché il lettore medio non vivrà in una mega villa da 300 mq stracolma di oggetti inutili. Alcune espressioni e paragoni strappano un sorriso, ma c’è sempre un fondo di verità su atteggiamenti e retropensieri che accompagnano praticamente chiunque. Io non sono una grande fan del buttare via, anche per una questione ecologica: preferisco fare pochi acquisti mirati e quando comunque accade che qualcosa non mi serva più rivenderlo o regalarlo, mentre faccio molta fatica a buttare via qualcosa, a meno che non sia proprio inutilizzabile perché, ad esempio, rotto. Ho comunque apprezzato i consigli dell’autore perché é probabile che a un certo punto ci si trovi comunque con troppi oggetti in casa e non si riescano a smaltire: alcuni di questi consigli sono però assolutamente antieconomici e adatti secondo me solo a chi ne abbia una necessità pratica dovuta ad un appartamento troppo piccolo. Davvero non capisco l’utilità di buttare via una valigia per poi noleggiarla una volta l’anno! Trovo invece ottimo il consiglio di comprare qualcosa solo per rimpiazzare altro, dato che abbiamo già tutto ciò che ci serve. Ho anche apprezzato molto il consiglio di buttare i regali sgraditi: in fondo io per prima non chiedo a qualcun altro cosa ne abbia fatto di ciò che gli ho donato. Ci sono poi 15 consigli aggiuntivi per chi volesse passare al livello successivo e diventare ancora più minimalista. Viene inoltre accennato in più punti come la mentalità giapponese nei confronti dell’accumulare oggetti sia cambiata dopo il terremoto del 2011, quando tutto d’un colpo gli oggetti sono letteralmente piovuti in testa ai loro proprietari rischiando di ucciderli. Si parla inoltre del legame profondo tra minimalismo e mindfulness: ridurre gli oggetti intorno a noi riduce infatti le distrazioni e permette di concentrarsi sul momento presente.

Si tratta di un testo breve e che si legge velocemente poiché non risulta pesante, anche se forse si sarebbe potuto condensare ancora di piu. Lo consiglio a chi sia anche solo incuriosito dalla filosofia minimalista, io l’ho trovato davvero affascinante e ringrazio Alice’s lifestyle per il consiglio e in generale per la sua newsletter mensile con cinque consigli letterari grazie a cui ho scoperto anche, ad esempio, Elizabeth Gilbert. Alcuni consigli sono secondo me anche troppo esagerati, ma il concetto di base secondo cui dobbiamo essere noi a possedere le cose e non le cose a possedere noi, cosa che può succedere quando ne accumuliamo troppe, é valido e apprezzabile. Penso che a seguito di questa lettura farò un po’ di decluttering, nonostante abbia già fatto molto durante il lockdown, anche grazie al fatto di avere più tempo e poche alternative su come impiegarlo.

E voi lettori, cosa ne pensate del minimalismo? Avete fatto pulizia negli armadi e nei cassetti anche voi nei mesi passati? Fatemelo sapere nei commenti.

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