Recensione “Rosso autunno” di Tina Mucci

Inizio ringraziando l’autrice per avermi inviato una copia del suo romanzo. Potete ordinarlo qui.

La protagonista é Veronica, una quarantacinquenne sposata con Goffredo e madre della difficile e ribelle sedicenne Desiré e del dolcissimo Vittorio di dieci anni. I problemi con la figlia diventano però bazzecole quando un incendio causa danni gravissimi al mobilificio, nel quale Goffredo viene trovato impiccato a una trave: l’uomo viene accusato di aver appiccato l’incendio per truffare l’assicurazione e poi di essersi suicidato per il rimorso e l’azienda si trova ad affrontare grossi problemi economici, inoltre salta fuori una giovane amante. L’immagine di Goffredo come marito innamorato, padre premuroso e imprenditore esemplare risulta difficile da conservare per la vedova e la madre, così Veronica si rifugia nelle campagne toscane nella vecchia casa di sua nonna, a cui era molto legata. In Toscana la protagonista si dedica alla cucina, sua antica passione, e al giardinaggio: vive insomma una vita tranquilla insieme a nuovi e vecchi amici e recupera quel poco di serenità che le permette di affrontare la verità sulla morte del marito e forse anche di innamorarsi di nuovo.

La narrazione é piuttosto scorrevole, nonostante alcuni refusi che comunque non pregiudicano la comprensibilità del testo. I personaggi sono ben caratterizzati, a fine lettura si ha la sensazione di salutare degli amici e nel complesso é un romanzo che promuovo.

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